Ninni TrifiròLa Crisitca

“La calibrata vibrazione nel coagulo delle volute intemperanze di Trifirò in schemi strutturali d’arte aperti al disegno ed alla pittura danno scultorea visione con esaltante significato di fervida immaginazione, infatti l’impianto per le sue caratteristiche, di esempio di ricerca tecnologica, bene si inserisce nei più svariati contesti.

Altre opere di diversa grandezza e sottolineatura espressiva.

Non rimane che complimentarci con l’Artista con l’augurio di tornare con l’intensità e cognizione di causa in un prossimo futuro”.

Giuseppe Mendola

il Pittore

Lo chiamavano "il pittore di Villa Sperlinga", erano gli anni Sessanta, e tutti i giorni andava là, in quello che da parco aperto allo stato naturale si era trasformato in villa comunale, un piccolo polmone verde nella cosiddetta zona residenziale di Palermo. Se ne stava alla Cuba, dove incontrava gli amici per il caffè e al suono della musica dei vecchi jukebox sognava di fare il regista o lo scenografo; ma erano tempi duri e bisognava raggiungere presto il diploma per cercare un lavoro. E mentre studiava per diventare geometra, dipingeva quadri da autodidatta utilizzando diverse tecniche, olio su tela e poi anche i colori acrilici.

Era il 1965, quando Ninni Trifirò, che aveva già dipinto pannelli decorativi della Cuba, ad appena 24 anni, fu spinto dagli amici ad esporre le sue opere a Villa Sperlinga. «Venticinque quadri, tutti venduti - racconta - e con il ricavo mi comprai la prima Fiat 500». Fu la sua prima ed unica mostra: un grande successo, nemmeno lui forse ci credeva. «Conservo ancora il testo della brillante recensione che mi fece la critica d'arte Maria Poma Basile a Radio Rai, dedicò a me tutto lo spazio», tiene a precisare Trifirò. Fu preso dal lavoro, nel tempo libero dipingeva e regalava quadri che piacevano a tutti. Da più di dieci anni, ormai, ha abbandonato definitivamente i pennelli, i colori e le tele e si è buttato con tutta la sua passione nell'arte digitale.

L'arte che trova nel computer il suo strumento di lavoro. Un'altra cosa. Un altro mondo. Ninni Trifirò, oggi, ha 68 anni, è imprenditore e socio di un'azienda, ma ha scelto con coraggio ed entusiasmo infiniti di utilizzare il "Photoshop" per "dipingere" i suoi quadri. Che sono opere d'arte "uniche". Colori vivi e accesi - il rosso e il verde della giovinezza sono rimasti -, figure a volte un po’ strane, personaggi dal naso a punta. Anche le scene che s'ispirano ai numerosi viaggi a Cuba, dove ha stretto amicizia con don Alejandro Robaina, uno dei più grandi fabbricanti di sigari al mondo. Trifirò quando dipinge vuole stupire l'occhio di chi osserva.

Roberto Ginex